Oggi parliamo con il Dott. Niccolò Cipriani,
Fondatore di Rifò

Rifò nasce a Prato, un distretto tessile storico in Toscana e in Italia. Qui la rigenerazione delle fibre è una storia vecchia più di 100 anni e permette di avere a disposizione competenze e conoscenze raramente concentrate nel raggio di 30 km.

Rifò è un progetto nato da un’emergenza globale, dalla necessità di un cambiamento verso un modello etico e sostenibile di produzione e consumo, per la nostra generazione e quelle a venire.

La mission di Rifò è incentrata sulla produzione di capi di qualità fatti per durare, perché la prima forma di sostenibilità consiste nel tornare ad affezionarsi a ciò che si indossa.

Rifò nasce dall’esperienza lavorativa del founder Niccolò Cipriani in Vietnam, all’interno di un programma dell’ONU. Qui ha potuto vedere gli impatti del fast fashion e della sovrapproduzione: montagne di vestiti, accessori e oggetti destinati all’inceneritore. Così è tornato nella sua città, Prato, con un’idea un po’ folle in testa: recuperare una tradizione tessile, produrre localmente capi sostenibili e rigenerati, risparmiando risorse e materie prime.

PROGETTO VINCITORE SEZIONE SPECIALE IMPRESA GIOVANILE EDIZIONE 2019

Rifo è un progetto imprenditoriale che riprende una tradizione del distretto tessile e che mira a creare un brand di abbigliamento circolare e sostenibile, valorizzando una produzione artigianale locale capace di trasformare i vecchi indumenti e scarti tessili in nuova fibra e nuovo filato.

E’ una realtà giovane che opera sia con il suo canale e-commerce sia con la rete di distribuzione con più di 150 negozi.

Il progetto si basa sulla rigenerazione delle fibre, per cui è proprio il caso di dire che la tradizione si fonde con l’innovazione

Le collezioni di Rifò sono fatte a partire principalmente da 3 materiali sostenibili: cashmere, cotone e jeans tutti rigorosamente rigenerati.

Questo metodo consente di ridurre significativamente la quantità di acqua, pesticidi e prodotti chimici necessari in ogni produzione di materiale vergine. I vecchi indumenti e gli scarti di cashmere e jeans vengono infatti divisi per colore prima di essere rigenerati, in modo da non necessitare una nuova tintura.

In contrapposizione alla logica di sovrapproduzione, Rifò ha scelto la filosofia della pre-vendita. Un metodo sostenibile che ci consente di creare prodotti e accessori quasi su richiesta, raccogliendo gli ordini in anticipo per i nostri artigiani. Così garantiamo risparmi significativi sia per le emissioni di CO2 dovute ai trasporti, sia per il consumo di materie prime.

Rifò vuole essere più di un brand, vuole essere un servizio. Per questo abbiamo creato un sistema di raccolta di vecchi indumenti in cashmere e jeans, per consentire alle persone di contribuire ad un processo di economia circolare e di partecipare al processo di riciclo delle fibre.

Il servizio di raccolta dei vecchi jeans in particolare avviene in collaborazione con alcuni supermercati NaturaSì che hanno scelto di aderire all’iniziativa.

COSA VI HA SPINTO A PARTECIPARE AL PREMIO INNOVAZIONE TOSCANA?

Era interessante confrontarsi con altre realtà che operano nel nostro territorio e in maniera innovativa

BENEFICI LEGATI ALLA PARTECIPAZIONE AL PREMIO INNOVAZIONE TOSCANA?

C’è stato un forte ritorno di immagine per cui i benefici ci sono stati sia a livello di visibilità sia a livello di credibilità, senza contare il piccolissimo ma prezioso contributo economico.

Inoltre la partecipazione al premio ci è servita per avere una spinta ulteriore in un progetto in cui crediamo molto per cui ha confermato la bontà della nostra idea imprenditoriale

CONSIGLIEREBBE AD ALTRE AZIENDE DI PARTECIPARE ALLA QUARTA EDIZIONE DEL PREMIO INNOVAZIONE TOSCANA?

Consiglio alle altre aziende di partecipare sia per mettersi in gioco sia per confrontarsi con chi è già inserito in un contesto imprenditoriale territoriale anche perché l’application non è poi così complessa ed essendo tutto online risulta davvero estremamente intuitiva.

DUE PAROLE SULLA NOSTRA PARTECIPAZIONE AL PREMIO?

All’interno di questo contest il premio un confronto territoriale sull’innovazione per valorizzare le risorse che il nostro territorio ci offre, per cui è un occasione che non ci potevamo far sfuggire.